Farmacie, Bresciani contro il governo
Ultimo aggiornamento (Martedì 30 Novembre 1999 00:00) Scritto da Administrator Venerdì 27 Gennaio 2012 23:55
Di nuovo contro il governo. Il Pirellone ha già sfidato Monti sulla deregulation degli orari per i negozi, ora l' assessore alla Sanità, Luciano Bresciani (Lega), si mette di traverso contro la liberalizzazione delle farmacie, promossa da Roma con l' intenzione di innescare una maggiore concorrenza a vantaggio del cittadino: «Sono pronto a non obbedire al diktat - annuncia Bresciani -. Anche a costo del commissariamento». Il decreto Monti prevede l' apertura di nuove farmacie, una ogni 3 mila abitanti.
Commento di farmacialibera: Come volevasi dimostrare le regioni iniziano a mettersi di traverso e a breve partiranno una marea di ricorsi e alla fine fra qualche hanno forse(ricorsi permettendo) avremo qualche centinaio di farmacie nuove farmacie.Ma può essere che a quell'epoca l'Italia sarà già in Default! . Ma caro primo ministro Monti non era meglio abolire la pianta organica e dare la possibilità ai farmacisti di aprire liberamente una farmacia non convenzionata e delegare le regioni per le le convenzioni con il SSN? Segnaliamo intanto che Fitch intanto ha tagliato il rating dell'Italia di due notch portandolo da 'A+' ad 'A-' con outlook negativo. "La decisione - si legge nel comunicato - è stata presa in seguito al deterioramento del quadro macroeconomico, e come riflesso della crisi del debito europea".Se Il governo contiuna a pedere pezzi e a piegarsi alle lobby e a non sostenere la libertà di impresa il cammino dell'Italia sarà segnato .
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Federfarma batte Monti niente fascia C! Forse qualche Farmacia in più ma fra almeno 2 anni.
Ultimo aggiornamento (Domenica 22 Gennaio 2012 22:40) Scritto da Administrator Domenica 22 Gennaio 2012 22:24
I consumatori,gli outsider e il PIL possono attendere .Aspetteremo 2 anni per vedere forse qualche farmacia in più aperta.Nella migliore delle ipotesi,avremo 4000 nuove fra tra qui e due anni. Se dovessimo tuttavia scommettere un euro su quale dei 44 articoli del decreto verrà modificato in senso restrittivo certamente lo punteremmo sull'art.11 che riguarda le farmacie.Due anni è il tempo tecnico necessario affinchè la misura ricompresa nel decreto cresci italia cominci a dare i suoi frutti. Cominciamo col dire che la battaglia in parlamento è appena iniziata e una prima vittoria federfarma l'ha portata a casa allontanando la prospettiva dell'uscita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta nelle parafarmacie .Adesso sgombrato il campo dalla fascia C partirà la solita campagna di disinformazione per annacquare ulteriormente il provvedimento in sede di conversione in legge, puntando a sollevare l'asticella del quorum a 4000 ab.Tuttavia anche se il governo dovesse tener duro cosa alquanto improbabile visto i precedenti occorrerà attendere marzo 2012 per vedere approvata la legge. .Nel frattempo Federfarma e Assofarm presenteranno ricorso alla corte costituzionale.Le Regioni nella maggior parte dei casi per ovvie ragioni politiche saranno spinte ad essere poco celeri nell'attivazioni dei concorsi.Evidentemente Catricalà non ha fatto sufficentemente tesoro della sua esperienza all'antitrust e c'è ne dispiace .Nel frattempo la Corte costituzionale sarà chiamata ad esprimersi.La corte costituzionale Italiana ha poi la strana caratteristica di essere amica di farmacisti(che abbiano parenti farmacisti chissà). Non vi è sentenza della corte costituzionale Italiana che non sia stata a favore dei farmacisti negli ultimi 20 anni diversamente da quanto accaduto in germania dove la corte costituzionale tedesca ha invece abolito la pianta organica delle farmacie sancendo che il principio che la libertà di impresa e sovrano.Ma si sa la cultura è diversa li le regole del mercato e della concorrenza sono sacre,e la libertà di impresa è il motore dell'economia tedesca mentre da noi è un optional e neanche di serie.Ci piacerebbe che il primo ministro Monti leggesse la frase che segue perchè racchiude a nostro avviso il cuore del pensiero di ogni società che intenda definirsi liberale.«Il legislatore non è libero, quando si tratta di regolamentare una professione, in quanto questo limita la libertà di scelta di questa professione». Come diretta conseguenza di questa sentenza con il "Niederlassungsfreiheit Act" si afferma che i farmacisti tedeschi possono liberamente stabilire la propria sede di attività secondo la propria volontà. Non è certo un caso che il pil tedesco vola e la disoccupazione è ai minimi storici. Non è colpa dell'ortodossia tedesca se abbiamo il debito pubblico al 120 % del PIL e non è colpa dell'ortodossia tedesca se gli investitori fuggono dall'Italia.Non è colpa dell'ortodossia tedesca se il nostro spread è vicino ai 500 punti. Caro Primo Ministro Monti il problema dell'Italia è culturale prima che politico.Si privilegiano i furbi a scapito degli onesti,i raccomandati a scapito dei talenti, le rendite rispetto al lavoro.In Italia diversamente dalla Germania Si continua a negare il diritto al farmacista abilitato di avviare liberamente un suo esercizio, anche se nel contempo si stabilisce l'originale formula di permettere che, per l’assegnazione delle nuove sedi, si possa concorrere in forma associata, sommando i titoli posseduti. La qualificazione personale e l’esperienza sono caratteristiche individuali, non collettive.Ma si sa gli 'Italiani siamo fantasiosi. L’atto professionale è compiuto dal singolo, non dalla collettività degli associati. Il superamento dello uniform price difficilmente si tradurrà in minori prezzi al consumo, senza un sufficiente aumento della concorrenza tra distributori al dettaglio; è un déjà vu in almeno due occasioni, quando sono stati liberalizzati i prezzi dei non rimborsati nel 1995, e quando il decreto “Storace” ha introdotto lo sconto facoltativo sui prodotti Sop-Otc nel 2005 senza allargare i canali di distribuzione (come invece avvenuto nel 2007 con il decreto “Bersani”).Insomma se dovessimo dare un giudizio sul provvedimento che riguarda le farmaci daremmo 5+.
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Federfarma si spacca aumenta il fronte dei favorevoli alla fascia C.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 19 Gennaio 2012 17:02) Scritto da Administrator Giovedì 19 Gennaio 2012 13:19
Sulla Bozza che circola in queste ore si apprende l'abbassamento del quorum a 3000 ab. (scarica la bozza).Questa ipotesi ha letteralmente spaccato il fronte interno di federfarma,dove sono volate parole grosse. Sono ormai in molti a preferire l'ipotesi della fascia C nelle parafarmacie, piuttosto che un abbassamento del quorum che non da nessuna garanzia per il futuro ma che anzi tiene pericolosamente in corsa le parafarmacie. i titolari dei comuni di medie e piccole dimesioni che sono la maggioranza delle farmacie ora alzano la voce in quanto le più penalizzate da un abbassamento del quorum e che a questo punto vedrebbero con maggior favore la fuoriuscita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta senza toccare il quorum. Peraltro l'uscita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta avrebbe comunque un impatto molto limitato essendo esclusi i farmci ad azione psicotropa e e i farmaci ormonali.Parliamo quindi di una perdita di fatturato per le farmacie davvero ridicola .E facile ipotizzare con l'approvazione della bozza che circola in queste ore che in molte regioni soprattutto in quelle governate dal centrosinistra ma non solo non si riuscirà ad aprire entro il 01/03/2013 un numero sufficente di farmacie tale da scongiurare l'uscita dei farmaci di fascia c a causa delle forti resistenze interne da parte delle farmacie con conseguente allargamento della fascia C nelle parafarmacie. Il Governo quindi innescherebbe,qualora l'art.14 venisse approvato senza modifiche (improbabile,Catricalà ha fatto saperche il Ministro Balduzzi potrà apportare delle modifiche) un meccanismo che avrà nei fatti un impatto di deregulation addirittura superiore a quello prevista originariamente nel decreto salva italia, poi rientrata per le pressioni dei farmacisti in parlamento. Le nuove farmacie che si andrebbero ad aprire secondo i nostri calcoli sarebbero circa 4000 .Federfarma è in fribrillazione e in queste ore stanno intensificando gli sforzi per far alzare questa soglia a 3500 ab ed inserire un'eccedenza unica di 1500 ab. per l'apertura di un ulteriore farmacia ed eliminare ogni riferimento normativo che preveda anche se indirettamente l' uscita dei farmaci di fascia C.Il nostro giudizio rimane sospeso poichè riteniamo che ci siano alte probabilità di ulteriori modifiche sul fil di lana tese ad annacquare il provvedimento. A Catricalà e Passera va comunque tutto il nostro apprezzamento per lo sforzo e per la genialità della proposta. Gli amci titolari di parafarmacia,farebbero bene a non protestare troppo sul numero di farmacie e di concentrare i loro sforzi nel ribadire la propria posizione sulla fascia C, chiedendo semmai che esca l'intera fascia C. Se venisse approvato così come è circolato l'art.14 le parafarmacie vedrebbero solo rinviata di qualche mese l'uscita dei farmaci di fascia C potendo beneficiare nel frattempo di una piccola boccata di ossigeno dallo switch di molti farmaci di fascia C con obbligo di ricetta a SOP. La vera partita si sta giocando in queste ore e domattina alle 10 in consiglio dei Ministri verranno scoperte tutte le carte non resta che incrociare le dita.
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Lobby all'attacco Slitta Il CDM sulle liberalizzazioni
Ultimo aggiornamento (Martedì 17 Gennaio 2012 13:48) Scritto da Administrator Martedì 17 Gennaio 2012 13:19
Si profila ancora una marcia indietro del governo sulle liberalizzazioni dopo la posizione "tiepida" espressa da UDC e Terzo Polo su farmacie e professioni e il bagno di realismo proposto da Fabrizio Gasparri a Monti. Secondo indiscrezioni parlamentari slitterebbe quindi a venerdi' il Consiglio dei ministri dedicato all'esame del decreto sulle liberalizzazioni allo studio del governo.Ciò dimostra quanto le pressioni delle lobby sul governo Monti si stiano intensificando nelle ultime ore. I maggiori mal di pancia sulle liberalizzazioni sono stati espressi dal PDL con i continui inviti a Monti di stralciare le disposizioni su farmacie, taxi,e professioni .Non è un caso che le relazioni delle agenzie di ratin , denuncino una certa sfiducia sulla possibilità che Monti riesca a portare a casa le liberalizzazioni,e che quindi a cambiere il trend negativo dell'italia sulla crescita, a casuac secondo S&P dei suoi parlamentari. La riunione programmata per giovedi' 19 (ma non c'e' nessuna convocazione ufficiale) potrebbe essere spostata al giorno dopo, visto che e' stata rinviato il trilaterale tra il premier, Mario Monti, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel previsto il 20. Il Codacons intanto starebbe organizzando un ricorso collettivo per le parafarmacie, che denunciano: «Con il decreto salva Italia sarebbe possibile introdurre sconti sui farmaci di fascia C, ma le farmacie non lo stanno facendo. Questi farmaci vanno liberalizzati». le associazioni delle parafarmacie hanno chiesto un altro incontro al ministro della Salute, Renato Balduzzi..Le Parafarmacie, spiegano ancora, non sono contro ''l'aumento delle farmacie'' ma ''e' necessario liberalizzare tutti i farmaci di fascia C, senno' non ci sara' concorrenza.Se Monti non ci dara' la possibilita' di vendere tutti i farmaci di fascia C il decreto comportera' il fallimento delle parafarmacie''.Il governo non ha avuto coraggio e si e' castrato da solo''afferma Brunetti Segretario delle' ANPI ,facendo riferimento al recente delisting dei farmaci di fascia C previsto dal recente decreto Salva Italia.
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Su farmacie e taxi indietro Tutta ora mancano i numeri
Ultimo aggiornamento (Martedì 30 Novembre 1999 00:00) Scritto da Administrator Sabato 14 Gennaio 2012 12:16
(libero 14 gennaio)Su taxi e farmacie il governo rischia un clamoroso “indietro tutta”. Numeri alla mano, infatti, in Parlamento non c’è una maggioranza favorevole alle misure. Mario Monti ne ha dovuto prendere atto ieri quando ha ricevuto – per prima – la delegazione del Terzo Polo. Anche loro, come Pdl e Lega, consigliano di rimandare o accantonare l’intervento sulle due categorie in rivolta. Il presidente dell’Udc Pier Ferdinando Casini, il vicepresidente di Fli Italo Bocchino, il presidente di Api Francesco Rutelli hanno fatto ingresso a Palazzo Chigi alle tredici. «Sì alle liberalizzazioni, ma per prime quelle importanti, che svecchiano settori ostaggio dei poteri forti, come le banche o le assicurazioni», hanno detto. O, per esempio, la distribuzione del gas. «Intervenire ora su taxi e farmacie», invece, «rischia di bloccare tutto, far mancare i numeri». Meglio, secondo i tre, «rinviarle ad un secondo momento, più avanti». L’intenzione è maturata dopo due riunioni: la prima, che ha visto la partecipazione di 40 deputati, la seconda, ieri, con i soli leader, nello studio del presidente della Camera Gianfranco Fini. Una posizione, quella espressa a Monti, in linea con le dichiarazioni di molti parlamentari del Terzo Polo e, in particolare, con quelle di Chiara Moroni, Fli, che, addirittura, ha guidato in Parlamento l’opposizione alla liberalizzazione delle farmacie, definendola «punitiva» e «non utile». L’orientamento del Terzo Polo questa volta rischia di essere decisivo: Pdl e Lega, infatti, già si erano espressi contro gli interventi prospettati e, come ha dimostrato il voto sull’arresto di Nicola Cosentino, controllano la maggioranza del Parlamento. Lo hanno ribadito al premier il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che lo ha incontrato insieme ai capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: «Il nostro sostegno sulle misure non è per nulla scontato». La posizione del partito, ha detto successivamente Gasparri, sarà valutata «tenendo conto degli interessi di tante realtà, settore per settore». E, comunque, «il governo ha il dovere di ascoltare taxisti e farmacisti», gli ha fatto eco Cicchitto.
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